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Una prima analisi dei dati relativi ai casi COVID ad Arese e altri aggiornamenti

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Le info dal sito web del Comune

Care concittadine, cari concittadini,

sono trascorsi alcuni giorni dal nostro ultimo messaggio.

Ultimamente, si intensificano gli interventi, i pareri, le indicazioni in merito alle modalità della "fase 2", ovvero alla riapertura delle aziende, degli uffici pubblici, del commercio, dei trasporti.
In tutti noi sono forti l'esigenza e il desiderio di tornare alla "normalità".
Sarà un percorso graduale, non breve e soprattutto sembra pressoché sicuro che dovremo continuare a mantenere il distanziamento sociale e a fare uso di dispositivi di protezione individuale (mascherine).

E' giusto guardare al futuro.

Per il momento, però, siamo ancora in una fase in cui i contagi sono numerosi e non è il momento di infrangere le restrizioni con uscite non necessarie. Non sottovalutiamo la situazione, che soprattutto a Milano e provincia non dà ancora segnali reali e continuativi di miglioramento. Stiamo in casa. E anche per la "fase 2" sarà necessario da parte di tutti noi non essere precipitosi ma rispettare le indicazioni che verranno fornite con l'indispensabile contributo scientifico degli esperti del settore sanitario, per evitare di ricadere nell'incubo che vogliamo lasciarci alle spalle.

Dagli ultimi dati, dall’inizio dell’emergenza ad Arese sono stati registrati 116 cittadini positivi al Covid-19 (tra cui 16 decessi e 21 guarigioni).


Vi ricordiamo alcune delle misure pensate per sostenere  cittadini in difficoltà economica: i Buoni Spesa (la cui distribuzione è iniziata martedi 21/4), interventi di sospensione o posticipazione dei pagamenti verso il Comune; inoltre i provvedimenti del Governo #CuraItalia.


Di seguito trovate alcune notizie utili che trovate pubblicate sul sito web del Comune (www.comune.arese.mi.it), che vi consigliamo di visitare spesso.

Partito Democratico - Circolo di Arese

Il Sindaco ha elaborato alcune considerazioni analizzando i dati relativi al  nostro Comune:
"Abbiamo potuto constatare che  tutti i decessi hanno riguardato persone con più di 65 anni di età.
Il numero delle persone sottoposte a quarantena è di oltre 100, di cui 25 sono ancora in vigore.
Prendendo contatti con le persone poi si è confermato che medici, infermieri, operatori sanitari e sociosanitari più in generale sono stati duramente colpiti dal virus e registriamo più di 20 casi di contagio anche sul nostro territorio.
Sono alcuni elementi che mi sento di condividere con voi per aiutarvi a comprendere che le variabili che incidono sull’andamento della situazione sono di diversa natura: l’età, lo stato di salute, il lavoro (es. dei sanitari), la cerchia familiare delle persone contagiate (e il conseguente rispetto della quarantena), oltre al fatto che, come detto in altre occasioni, ci sono tante persone asintomatiche che si spostano per le loro necessità e che “potrebbero” favorire il contagio.
Per farvi capire l’importanza del rispetto delle misure adottate, vi informo per esempio che il primo caso accertato dello scorso 6 marzo risulta ancora oggi positivo. Il decorso della malattia non è uguale per tutti: ci sono persone con una situazione che evolve spontaneamente in modo favorevole, ci sono persone che hanno un peggioramento successivo all’insorgere della malattia, altre ancora che hanno patologie pregresse per cui il contagio va ad aggiungersi a una situazione già complessa.
Difficile, quindi, fare una valutazione uguale per tutti e previsioni a lungo termine.."

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Consegna a domicilio
I cittadini non devono scrivere al Comune, ma solo chiamare i commercianti indicati, se interessati a ricevere qualcosa al proprio domicilio.
Elenco esercizi che effettuano consegna a domicilio, aggiornato al 20 aprile

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Una  novità di questi ultimi giorni riguarda la casa di riposo "Gallazzi Vismara".
Sono stati fatti inizialmente 38 tamponi di cui 34 sono risultati positivi. Molti degli ospiti risultati positivi al momento non presentano sintomi e ad oggi non si registrano patologie gravi collegabili al COVID-19.
“Siamo molto preoccupati – ha dichiarato il Sindaco Michela Palestra - ma anche consapevoli che nella nostra casa di riposo si sta facendo di tutto per prendersi cura degli ospiti e del personale".

I tamponi sono stati possibili grazie all'impegno profuso dalla struttura e grazie all'interessamento di persone vicine alla nostra casa di riposo.
La strada è ancora lunga: altri tamponi sono stati fatti martedi 21 aprile; serve arrivare a fare i tamponi su tutti gli ospiti e su tutto il personale molto rapidamente e in questo necessario obiettivo non ci sentiamo supportati dalle strutture sanitarie competenti (ATS) che lasciano in capo alla Casa di risposo ogni responsabilità.
Siamo al fianco della nostra Gallazzi Vismara e non ci fermeremo finché non riusciremo a ottenere ciò che è giusto e necessario per ospiti e lavoratori.

Nel mentre, sono state attuate le previste misure di isolamento, si stanno effettuando trasferimenti e sono stati rinforzati i sistemi di prevenzione e cura e previste tutte le misure di sanificazione necessarie.
Il personale sta lavorando con gli strumenti di protezione individuali adeguati, a loro tutela e a tutela degli ospiti.
In allegato trovate anche il Comunicato del Circolo PD di Arese in merito alla RSA Gallazzi Vismara e ai  gravi comportamenti di Regione Lombardia / ATS nei confronti delle RSA.

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Appello di 100 sindaci al Direttore generale ATS MILANO e a Gallera: potenziare le USCA
Oltre 100 sindaci della Città Metropolitana - tra cui il Sindaco di Arese ma anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala - di diversi schieramenti, civici, di centrosinistra e di centrodestra, firmano un appello rivolto al Direttore Generale di ATS Milano, Walter Bergamaschi, e all'assessore Giulio Gallera, in cui chiedono un potenziamento della rete di sorveglianza territoriale. Al centro dell'attenzione ci sono le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), la cui istituzione è stata prevista dal decreto del Governo (n. 14 del 9 marzo 2020), per fornire una gestione domiciliare dei pazienti COVID (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) o con sintomatologia simil-influenzale di cui non è nota l’eventuale positività.
Sulla base di criticità segnalate dai medici di base, i sindaci fanno cinque richieste:
  1. Rafforzare con urgenza la rete delle USCA, garantendone almeno una per ambito territoriale, dotandole di adeguato personale ed investendo sulla loro stretta connessione con i medici di medicina generale;
  2. Garantire ai medici di medicina generale i dispositivi di protezione individuale necessari e di dotazioni strumentali, quali i saturimetri, quanto mai indicati per lo screening ed il monitoraggio dell’epidemia;
  3. Chiarire in modo definitivo le modalità di accesso al tampone per i pazienti;
  4. Effettuare i tamponi per il Covid-19 a tutte le persone che hanno terminato la quarantena, comprendendo anche i sospetti positivi, in modo da verificarne l’effettiva guarigione e la possibilità di riammissione;
  5. Procedere a un’ulteriore fornitura di mascherine a favore dei cittadini, alla luce del fatto che la precedente spedizione ai comuni non ha coperto tutta la popolazione e che probabilmente dovremo indossare questi DPI anche nelle prossime settimane.

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Raccomandiamo di seguire puntualmente tutte le indicazioni e i comportamenti suggeriti dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia e le buone pratiche comportamentali e di igiene, in particolare:
  • Stiamo a casa
  • Limitiamo il più possibile spostamenti e occasioni di relazioni sociali, in particolare per gli over 65 ritenuti soggetti più vulnerabili
  • Evitiamo luoghi affollati
  • Manteniamo almeno un metro di distanza gli uni dagli altri
  • Seguiamo il decalogo diffuso dal Ministero della Salute 
Circolano molte fake news.
E' importante informarsi solo tramite canali ufficiali:

Ricordiamo i numeri attivi per info e chiarimenti:

  • numero verde regionale 800 89.45.45
  • Ministero della Salute 1500
In caso di sintomi sospetti:
  • contattare il numero verde regionale 800.89.45.45 oppure rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia;
  • in caso di febbre alta e/o sintomi respiratori gravi, contattare subito il numero 112 (emergenze) senza recarsi al Pronto Soccorso