NO AL CAMBIO CASACCA-PROPOSTA PD

. in Notizie

Finalmente si concretizza l'impegno del PD contro la "Democrazia malata di trasformismo", con una iniziativa per la riforma dei regolamenti parlamentari. Al centro stanno i diritti dell'elettore di vedere onorato l'impegno preso a suo tempo dall'eletto (Deputato o Senatore) per i 5 anni del mandato parlamentare.
Si porta così a compimento l'impegno che Enrico Letta aveva preso circa 100 giorni fa dal palco della Assemblea Nazionale.
                                                                      Seguono alcuni Commenti su vari giornali  

Slide ANSA- ROMA, 28 GIUGNO 2021

Riforme: Pd lancia norma anti cambio casacca in Parlamento. Chi lascia proprio gruppo non va in Misto, diventa “non iscritto”

Un senatore o un deputato una volta eletto dovrà iscriversi automaticamente al gruppo parlamentare del Partito con cui si è candidato e, se nel corso della legislatura lascia il proprio gruppo non entrerà nel Gruppo Misto, ma diverrà un non iscritto, quindi con meno prerogative, a partire dalle dotazioni economiche e di uffici che Senato e Camera assicurano a ogni gruppo. E' il cuore della proposta di riforma dei Regolamenti Parlamentari del Pd, presentata in una conferenza stampa dal segretario Enrico Letta, dalle capogruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani.
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Slide Il Fatto Quotidiano28 giugno 2021

Cambi di casacca, ad oggi sono 259 i parlamentari trasformisti. La proposta del Pd.
Enrico Letta ha presentato la proposta di riforma dei Regolamenti parlamentari promossa dai dem: se un senatore o deputato lascia il proprio gruppo non va nel "paradiso" del gruppo misto ma diventa "non iscritto", senza uffici e senza dotazioni economiche garantiti ai gruppi. Servirà che almeno un quinto dei deputati abbandoni il partito di provenienza per formare un nuovo gruppo

I cambi di casacca in Parlamento sono la dimostrazione che “viviamo in una democrazia malata”. Con queste parole Enrico Letta ha presentato la proposta di riforma dei Regolamenti parlamentari promossa dal Pd. Secondo i calcoli di Openpolis, aggiornati al 31 maggio scorso – cioè dopo la nascita di Coraggio Italia – i parlamentari che hanno abbandonato il proprio gruppo in questa legislatura sono 259, con buone possibilità di raggiungere il record dei 569 della scorsa legislatura. La “malattia” di cui ha parlato Letta nella conferenza stampa di presentazione sta nel progressivo distacco tra i risultati delle elezioni e quello che poi accade in Parlamento, dove sorgono sempre nuovi gruppi non nati dalle urne. “Trasformismo” e “transfughismo” ha definito questo fenomeno il segretario del Pd, che con questa proposta di riforma dei Regolamenti mette in atto quanto affermato il 14 marzo all’Assemblea nazionale dei dem nel discorso di insediamento come segretario, quando attaccò proprio il “trasformismo”.

La proposta, presentata da Letta prevede che se un senatore o deputato lascia il proprio gruppo non va nel “paradiso” del gruppo misto né può formarne uno nuovo con altri colleghi, ma diventa “non iscritto“, senza uffici e senza dotazioni economiche garantiti ai gruppi. Se tuttavia c’è una scissione politica da un partito, si potrà formare un nuovo gruppo, ma esso dovrà coinvolgere un quinto dei deputati del partito, e in più il gruppo dovrà avere alle spalle un vero partito, quindi con sede e statuto.

 @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Slide POLIS 28 Giugno 2021

La proposta del Pd per frenare i cambi di casacca in Parlamento
Un parlamentare non potrà cambiare gruppo se non per scissioni. E molte altre restrizioni rispetto alla pratica attuale

La tanto agognata questione dei "cambi di casacca", sollevata soprattutto dal Movimento 5 Stelle nel momento in cui sono entrati in Parlamento nel 2013, si è trasformata in una proposta parlamentare del PD. I deputati devono aderire al gruppo corrispondente al partito o movimento politico sotto il cui simbolo sono stati eletti. Durante la legislatura, i deputati non possono aderire ad un altro gruppo o al gruppo misto. 
Se lasciano il proprio gruppo, diventano 'deputati non iscritti'.
Unica eccezione è nei casi di scissioni. Questi in sintesi i punti della proposta Pd anti-trasformismo parlamentare presentata ieri da Andrea Giorgis, Emanuele Fiano, Dario Parrini con le capogruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani e il segretario dem.

"Va dato un colpo al trasformismo parlamentare, così si rafforza democrazia. Va bloccata la logica del trasformismo che umilia la nostra vita democratica", ha detto Letta parlando di una "democrazia malata" in cui in 10 anni si sono susseguiti 7 governi e che "in questa legislatura" vede "il più grande numero di cambi di casacca". Ormai, osserva Parrini, "il gruppo Misto è più numeroso del nostro...".

Per concretizzare un cambio di linea sul trasformismo "c'è una grande occasione che è la riforma dei regolamenti parlamentari", sottolinea Letta. Lì infatti si inserisce la proposta Dem sui cambi di casacca, all'interno dell'iniziativa sui regolamento firmata da Giorgis, Serracchiani, Fiano, Ceccanti. "Noi proponiamo alcune importanti novità -ha spiegato Letta- che servono a scongiurare la chiusura del Parlamento nei confronti dei cittadini. Il cuore di questa proposta, mantenendo in vita la previsione dell'art.67 della Costituzione, è che noi vogliamo far cessar questa pratica che ha reso questo nostro Parlamento" un'istituzione "a cui cittadini guardano con occhi sfiduciati, non sanno più nemmeno a quale gruppo appartiene un parlamentare...".

Di qui le misure proposte dal Pd all'interno della riforma dei regolamenti parlamentari. In sostanza si vieta di cambiare gruppo durante la legislatura. C'è solo una deroga: le scissioni. Ma, si specifica, "possono nascere nuovi gruppi solo se composti da deputati provenienti da un unico gruppo parlamentare (in un numero minimo), che rappresentano una forza organizzata nel Paese".

E se un deputato lascia il gruppo con cui è stato eletto in Parlamento non può iscriversi a un altro, diventa 'deputato non iscritto ad alcuni gruppo'. "Per quanto riguarda il parlamentare che abbandona il gruppo di appartenenza non è possibile, secondo la nostra proposta, che si iscriva ad altro gruppo", spiega Giorgis auspicando una "larga condivisione" rilanciata anche da Serracchiani: "Credo che sia stato uno sforzo collettivo prezioso. Speriamo ci sia un'ampia condivisione dei gruppi parlamentari. Questo è il nostro contributo per far partire un efficace confronto con gli altri gruppi parlamentari".
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@


Slide Commenti dei presentatori

Malpezzi: "Ci diranno che c'è altro a cui pensare, ma per fare in modo che i cittadini abbiano maggiore forza e che le misure possano avere una ricaduta più immediata sulla vita delle persone, serve proprio la riforma dei regolamenti".

Fiano ricorda come la lotta al transfughismo sia stato uno dei punti dell'intervento di Letta quando è stato eletto segretario: "Nel suo discorso con il quale ha chiesto il voto dell'assemblea del partito, ha messo la battaglia contro il transfughismo al centro della propria azione. Oggi portiamo a compimento l'indirizzo che Enrico Letta aveva dato circa 100 giorni fa".
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Per tenerci in contatto, scriveteci una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

oppure un messaggio WhatsApp (testo, audio, foto, ...) al  nuovo numero

                        del Circolo PD di Arese: 328 722 4065

VADEMECUM-ANALISI RISULTATI

. in CONSULTAZIONE

Nella riunione dell'Assemblea Nazionale di Sabato 17 aprile sono stati esaminati i risultati della consultazione dei Circoli sul documento Letta del 14 marzo.
Relazione d'apertura di Letta (4' 58'')  
 
Schema dei risultati:
 
Vademecum Finale Pagina 02A
Qui sotto le 15 slides della presentazione completa:
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Slide ANALISI VADEMECUM

Vademecum Finale Pagina 01

Slide NUMERI DELLA CONSULTAZIONE

Vademecum Finale Pagina 02

Slide METODOLOGIA DELL'ANALISI

Vademecum Finale Pagina 03

Slide GEOGRAFIA DEL VADEMECUM

Vademecum Finale Pagina 04

Slide TERMINI USATI NELLE RISPOSTE

Vademecum Finale Pagina 05

Slide LE PRIORITA DA CUI PARTIRE

Vademecum Finale Pagina 06

Slide I DUE MACROTEMI

Vademecum Finale Pagina 07

Slide IL DIVARIO NORD-SUD

Vademecum Finale Pagina 08

Slide ELENCO QUESTIONI IN ORDINE DI PRIORITA

Vademecum Finale Pagina 09

Slide A) PROSSIMITA E CONDIVISIONE

Vademecum Finale Pagina 10

Slide B) SOCIETA SOSTENIBILE

Vademecum Finale Pagina 11

Slide C) EUROPA DEI VALORI E DELLA SOLIDARIETAI

Vademecum Finale Pagina 12

Slide D) NOI , LE ISTITUZIONI E LE ALTRE FORZE POLITICHE

Vademecum Finale Pagina 13

Slide E) PARTITO PARTECIPATO, APERTO E DEMOCRATICO

Vademecum Finale Pagina 14

Slide F) LE AGORA DEMOCRATICHE

Vademecum Finale Pagina 15

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>fine articolo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

CONSULTAZIONE

enrico letta

Progressisti nei contenuti, riformisti nei metodi, radicali nei comportamenti


Qui sotto il testo dei 21 punti su cui il nuovo Segretario Enrico Letta ha avviato una discussione aperta in tutti i Circoli, e che si concluderà (entro 31 marzo) con la compilazione di un apposito Vademecum.


Slide 1. Nessuno si salva da solo: salute, scienza, cooperazione dopo l'anno più buio

Dopo l'anno più buio della storia della Repubblica, al Paese è richiesto ancora uno sforzo durissimo, nuovi lutti e nuove sofferenze, prima della sconfitta definitiva del virus. La "liberazione" avverrà grazie al vaccino, un traguardo raggiunto attraverso la scienza e la cooperazione tra Paesi, ricercatori, istituzioni. Ancora una volta la pandemia ha ribadito una verità iscritta nei valori democratici: nessuno si salva da solo, siamo tutti interconnessi. la fine della pandemia è come la caduta del Muro di Berlino: la vita che vince. Dobbiamo, come comunità, continuare a sostenere ogni azione volta a garantire l'obiettivo prioritario della tutela della salute pubblica e, al contempo, attrezzarci per essere in grado di accogliere la sfida di una nuova fase di rinascita, energie nuove, ricostruzione. Dobbiamo essere consapevoli della fragilità mostrata dallo Stato, anche nel suo rapporto con le Regioni.

Slide 2. Il nuovo multilateralismo: Italia globale dei diritti e della solidarietà

Nel 2021 è cambiato il mondo. Finita l'era Trump, il cui modello era l'opposto dei nostri valori, con Joe Biden alla Casa Bianca si rilanciano le ragioni del multilateralismo e il primato dei diritti umani. In questo mondo nuovo, l'Italia guida il G20 e ha messo al centro la salute come "bene comune mondiale".
Chiediamo che il G20 faccia un passo ulteriore e valuti la definizione di un indice ufficiale sui costi del non coordinamento a livello internazionale, sul modello di quanto discusso nei decenni scorsi sui costi della non Europa. La mancanza di coordinamento internazionale porta infatti a uno spreco di risorse e alla perdita di vite umane.
L'Italia globale che il Partito Democratico vuole, promuove il multilateralismo, i diritti umani e la cooperazione allo sviluppo, guardando anche a quei Paesi che troppo a lungo sono stati esclusi e possono tornare a essere protagonisti. L'Italia globale del multilateralismo e della solidarietà ha bisogno anche dell'importante contributo degli italiani all'estero.

Slide 3. Un abbraccio tra giovani e anziani: per un nuovo patto tra generazioni

Il terribile anno di pandemia, accanto al dolore straziante di tanti anziani morti senza alcun conforto, ha quantomeno lasciato un segno di speranza nelle relazioni. Dalla pandemia è nato un nuovo, più profondo e autentico, rapporto tra giovani e anziani, nel quale gli uni si sono sacrificati per la salute degli altri.
Il PD vuole far tesoro di questo spirito per un nuovo patto tra generazioni.

Slide 4. Divari di genere, le donne al centro della nuova agenda democratica

Durante la pandemia le donne hanno pagato il prezzo più alto; in Italia il problema è da allarme rosso. Ci sono stati un intollerabile aumento delle violenze domestiche, una diminuzione delle opportunità di crescita e realizzazione personale e professionale, un peggioramento delle condizioni di lavoro. Sullo sfondo, ancor più che in passato a causa della chiusura delle scuole, la difficoltà di conciliare lavoro, famiglia, vita privata. Su questi temi, e più in generale per le questioni di genere, anche il PD ha un problema; invece devono essere centrali, prioritari, nell'agenda democratica.

Slide 5. Partecipazione e il binomio - anima-cacciavite -: il nostro nuovo approccio

L'approccio che ci daremo si baserà su due pilastri fondamentali e sarà cruciale considerare questi aspetti per rilanciare il Partito e il nostro modo di fare politica.
Il primo, la partecipazione. Apertura deve essere il nostro motto; dobbiamo spalancare le porte del partito a tutta la società.
Il secondo pilastro dell'approccio si fonda sull'idea di tenere insieme "anima" e "cacciavite".
Dobbiamo conservare e rivendicare la nostra anima - vale a dire i nostri valori, la nostra identità - facendo leva però sugli strumenti necessari a realizzare le nostre idee, il "cacciavite".
Le due dimensioni - identità e concretezza - sono inscindibili.

Slide 6. Voto ai sedicenni e Università Democratiche: il PD partito dei giovani

Dobbiamo essere il Partito dei giovani: deve essere una missione prioritaria. Non è accettabile che siano così pochi quelli che ci votano. Per farlo dobbiamo essere non il Partito che parla dei giovani, ma il Partito che fa parlare i giovani. Possiamo farlo a partire dalla formazione alla politica: lanceremo una Università Democratica per formare la classe dirigente, coinvolgendo tutte le migliori energie intellettuali a disposizione. Perché è giusto che non ci siano politici di professione, ma nemmeno politici improvvisati. Servirà anche altro: bisogna estendere il diritto di voto ai sedicenni per riequilibrare un corpo elettorale che riflette la crisi demografica del paese.

Slide 7. Insegnare, il mestiere più bello del mondo

Scuola e università devono essere priorità. Dobbiamo promuovere gli investimenti nella modernizzazione dei nostri sistemi educativi, puntando sul ruolo della tecnologia, sulle competenze matematiche e sull'interdisciplinarietà.
Le tre grandi sfide globali di questa epoca- pandemia, cambiamenti climatici, protezione dei dati - richiedono una classe dirigente con competenze trasversali, materie scientifiche e sociali insieme.
Dobbiamo lavorare perché il mestiere di insegnante, che è il più bello del mondo, torni ad essere anche una aspirazione, un sogno al quale un giovane possa davvero aspirare

Slide 8. Non siamo il partito del potere

Dopo la sconfitta del 2018 siamo andati all'opposizione e ci ha fatto bene. Poi siamo tornati al governo per scongiurare il pericolo dei populismi antieuropei: abbiamo dovuto farci carico di un problema di governabilità. È bene che MoVimento 5 Stelle e Lega abbiano abbandonato le posizioni del 2018: M5S è diventato fino in fondo europeista, mentre ora la Lega va messa alla prova con il governo Draghi. Queste svolte sono una buona notizia perché ci consentono di fare la nostra politica senza dover essere ogni volta i salvatori del sistema, la protezione civile della politica. Non possiamo, né dobbiamo essere il Partito del potere. Non dobbiamo avere paura di stare all'opposizione. Al governo dobbiamo andare vincendo le elezioni, con la forza delle nostre idee e della nostra identità.

Slide 9. Un nuovo centrosinistra

La nostra ambizione è essere il perno di un nuovo centrosinistra, aperto al dialogo e al lavoro su coalizioni e alleanze. È con le coalizioni che abbiamo vinto, nel 1996 e nel 2006. Parleremo con tutti i possibili interlocutori che nella politica e nella società condividono i nostri valori. E questo nuovo centrosinistra andrà al confronto con il MoVimento 5 Stelle. Non sappiamo ancora come sarà il Movimento guidato da Giuseppe Conte. Ne avremo grande rispetto. Dobbiamo avere tanto filo da tessere, essere forti e uniti, ma sempre con una logica espansiva. È un percorso difficile e molto ambizioso. Dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo, radicali nei comportamenti. Così possiamo essere alternativi alla destra di Meloni e Salvini, nei valori, nelle proposte, nello stile.

Slide 10. Il governo Draghi

Il Governo di Draghi è il nostro governo. Noi siamo il motore dell'esecutivo. Riascoltiamo il discorso della fiducia a Draghi: è la Lega, semmai, che deve spiegare perché lo appoggia, non certo noi. Next Generation EU deve essere il nostro successo. Dobbiamo impegnarci con determinazione in questo sostegno all'operato dell'esecutivo, ma allo stesso tempo preparare il "dopo", perché poi ci saranno le elezioni.


Slide 11. Per una società più inclusiva: lus soli, sostenibilità, protezione dei vulnerabili

L'Italia deve fronteggiare tre grandi debiti: ambientale, pubblico, demografico. Next Generation EU è lo strumento per farlo. La sostenibilità ambientale è una scelta radicale, assoluta, che cambia il nostro modello di sviluppo, di comportamento e produzione, spingendoci verso l'innovazione. Il debito pubblico è emblema di uno Stato che non funziona e che non cresce: abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione moderna per diventare più efficienti e competitivi, rilanciare la crescita e dunque avere un debito pubblico sostenibile. Dobbiamo infine lavorare sulla natalità, mettere al centro il lavoro e combattere l'ingiustizia sociale, che è causata anche da uno squilibrio fiscale. Vogliamo una società più giusta che concede la cittadinanza a chi è già italiano ma gode di minori diritti: vogliamo lo lus soli. Vogliamo una società più inclusiva che tuteli i più vulnerabili, i disabili, le persone non autosufficienti.

Slide 12. Next Generation EU per ripartire


La crescita del Paese è un tema centrale, ma quella del Sud lo è ancora di più.
Una giustizia efficiente è altrettanto cruciale per promuovere competitività e attrattività, ma anche per la lotta alle mafie, che deve esser condotta col massimo impegno.
In questa fase di ripartenza, dobbiamo guardare al futuro, promuovere l'internazionalizzazione delle imprese e soprattutto valorizzare le PMI.
Nel partito ci sarà un rappresentante speciale sulle PMI per metterle al centro della nostra azione, anche perché la sostenibilità si declina meglio grazie alla prossimità su cui esse si fondano.
È poi fondamentale un'armonizzazione europea per combattere i paradisi fiscali e l'introduzione di una Tech Tax.
A livello italiano, saremo vigili applicatori del principio costituzionale di progressività e premieremo la fedeltà fiscale. Il nostro futuro passa dal turismo, tra i più colpiti dalla pandemia, ma anche dalla cultura e dallo sport, con le prossime Olimpiadi invernali.

Slide13. L'economia della condivisione e il rafforzamento dei corpi intermedi

Vogliamo un'economia della condivisione, può essere una rivoluzione.
Dobbiamo pensare a una nuova modalità per far convivere all'interno di un'azienda il lavoratore, il manager, l'azionista.
Chiediamo che le azioni dell'impresa possano essere distribuite ai dipendenti gratuitamente e in condizioni di favore. Il terzo settore deve avere maggiore dignità.
Dobbiamo rilanciare il dialogo con i corpi intermedi, i sindacati, i rappresentanti delle imprese.

Slide14. Rapporto con i territori: il partito della prossimità

Dobbiamo essere il partito della prossimità: il territorio sarà il nostro campo da gioco e su questo punto dobbiamo sfidare la Lega.
Tra le principali sfide, i territori della montagna, in particolare le zone colpite dal sisma del Centro Italia, e tutto il mondo dell'agricoltura.
Il PD avrà un responsabile speciale delle politiche di prossimità con una missione trasversale.
La prossimità si realizzerà anche attraverso la centralità del lavoro con sindaci e amministratori locali.

Slide15. Le tre sfide europee

Il futuro dell'Europa passa attraverso tre snodi decisivi per il nostro paese. Primo, Next Generation EU, l'esatto opposto del modello dell'austerity del passato. Oggi l'UE ha messo al centro solidarietà e sostenibilità, le chiavi per trasformare l'Italia e l'Europa. Il nostro obiettivo è far sì che questo strumento sia resto strutturale nell'UE, non solo un'iniziativa straordinaria, congiunturale. Secondo: un nuovo Patto di Stabilità, basato su sostenibilità verde e sociale. Terzo, l'Europa sociale, dove far coesistere apertura e protezione. Vogliamo un nuovo contratto sociale, dove nessuno resta indietro. Il piano SURE della Commissione Europea dello scorso anno rappresenta un passo significativo per l'Europa sociale e il Summit di Porto a maggio offrirà l'occasione per dare nuovo impeto al pilastro sociale europeo.

Slide 16. La Conferenza sul Futuro dell'Europa per una nuova Unione

La Conferenza sul futuro dell'Europa sarà un esercizio partecipativo inedito, con gruppi di cittadini europei e nazionali che discuteranno in merito alle priorità politiche dell'UE. È una grande occasione per permettere all'Europa di riflettere su sé stessa e di costruirsi nuova, coinvolgendo i cittadini. Noi vogliamo essere protagonisti con le nostre idee e con i nostri parlamentari europei per creare, insieme ai partiti partner, una grandissima mobilitazione per rilanciare la democrazia europea. L'Europa dei diritti è il nostro tratto distintivo. Ed è questo il motivo per cui noi vogliamo che Patrick Zaki diventi cittadino europeo e cittadino italiano. I diritti devono essere i diritti di tutti, all'interno dell'UE. Allora è una buona notizia che il Parlamento Europeo abbia approvato una risoluzione che dichiara l'Unione una LGBTQI Freedom Zone.

Allo stesso modo, ci dovremo battere per un patto migratorio, migliore e più efficace rispetto all'attuale.

Slide 17. La democrazia malata

Sette governi In dieci anni, con sei primi ministri: siamo una democrazia malata. Per contribuire a curarla quattro saranno gli ambiti di intervento. Primo, la riforma dei regolamenti parlamentari, per combattere il trasformismo e limitare il più possibile i cambi di casacca, pur senza mettere in discussione l'assenza del vincolo di mandato prevista dalla Costituzione. Secondo, l'introduzione della sfiducia costruttiva come strumento per garantire la stabilità del nostro sistema politico. Terzo, una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, superando le liste bloccate. Quarto, un'iniziativa forte per applicare l'art. 49 della Costituzione sui partiti.

Slide 18. Il rapporto tra noi: non maschere, ma volti



Il rapporto tra noi deve essere tra volti, non tra maschere.
Verificheremo nei gruppi parlamentari queste parole, le proposte e i temi.
Saranno verifiche chiare basate sul rispetto della parola, ma dopo servirà coerenza.
Perché l'identità è per metà quello che siamo e per metà l'immagine che di noi ci restituiscono gli altri.
E l'immagine che abbiamo dato di noi è quella di una Torre di Babele. Non va bene.
Dobbiamo avere un senso del limite, del decoro e del rispetto.

Slide 19. Il digitale: trasversale a economia, società e politica

Abbiamo bisogno di un nuovo modello di partito, a partire dal ruolo della rete.
La transizione digitale è al cuore di Next Generation EU.
La pandemia ha evidenziato il ruolo fondamentale del digitale nel permettere la partecipazione delle persone alla società, all'economia e anche alla politica.
Bisogna garantire che queste nuove forme di partecipazione non si traducano in forme irreversibili di concentrazione economica nelle mani di pochi, affrontando nel modo corretto la dialettica libertà-potere.
Sarà altrettanto necessario promuovere una cittadinanza digitale a livello europeo, mettendo al centro la persona, un modello alternativo per competere con Stati Uniti e Cina.

Slide 20. Che partito: leaderistico, orizzontale o democratico?

Una questione che dobbiamo affrontare è che tipo di soggetto politico vogliamo diventare nei prossimi anni. Il PD non può essere però il partito delle correnti, dobbiamo cercare di superare insieme questa problematica. Oggi si oppongono due modelli di partito: quello leaderistico, dove conta solo la volontà del capo e quello totalmente orizzontale. Il nostro deve essere un modello democratico, capace di sfruttare le grandi opportunità offerte dall'innovazione digitale.

Slide 21. Come organizzare le Agorà Democratiche?

Per ricostruire un partito più aperto, inclusivo e partecipato, nella seconda metà dell'anno lanceremo le Agorà Democratiche, uno strumento nuovo per aprire davvero le porte del partito, radicarlo sui territori, valorizzare il contributo e le sollecitazioni della società civile. Vi chiediamo idee, spunti e sollecitazioni su come organizzarle.