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CAMBIO CASACCA 2

CAMBIO CASACCA_2                              22 dicembre 2020

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Ho approfondito gli aspetti emersi nel corso del dibattito via mail sul precedente articolo "Cambio Casacca" e li ho raggruppati in queste due obiezioni:

1.      si tratta di un fenomeno che si ripete in ogni legislatura (e forse questa volta è in dimensioni minori rispetto al passato)

2.      per superare il dettato costituzionale, non si riuscirà a trovare la soluzione con una semplice modifica ai regolamenti ma sarà necessario cambiare l’articolo 67 della Costituzione.

Sul primo punto l'obiezione è corretta infatti la precedente legislatura, la più sgangherata della nostra storia, ha avuto infiniti cambi di casacca e nascita di partiti e partitini parlamentari poi morti con la fine della legislatura.
Sul secondo punto invece riporto il semplice provvedimento  adottato nel 2017 dal Senato (su proposta M5s) che purtroppo la Camera non ha approvato (Vedi sotto: Disciplina dei gruppi parlamentari). 
Impedendo la formazione di nuovi Gruppi non presenti nelle liste elettorali quantomeno ci si salva dallo squallore della precedente legislatura (XVII) in cui di 10 gruppi presenti al Senato a fine legislatura solo 5 erano  originariamente presenti alla competizione elettorale mentre alla Camera dei 18 Partiti presenti a fine legislatura solo 7 erano originariamente presenti sulla scheda elettorale.
S
e in questa legislatura la regola del Senato venisse adottata anche dalla Camera non potrebbero più nascere "partiti esclusivamente parlamentari" che oggettivamente confliggono con il "contratto elettorale" stabilito al momento del voto fra elettore ed eletto. 
Tutto questo dibattito nasce perchè il Parlamento è composto di politici ma è una istituzione e, mentre la politica ha tutto il diritto di cambiare, le istituzioni hanno invece bisogno di stabilità per funzionare ed assicurare i servizi per i quali sono nate.

CAMBIO CASACCA 

       

Dimensioni del fenomeno nelle varie legislature

   
 

LEGISLATURE

CAMBI TOTALI CAMERA-SENATO
(1)

PARLAMENTARI COINVOLTI

PERC.
SU ELETTI

NOTE
 Rotture/Scissioni parlamentari

 

2018-2023
XVIII° (*)

?

110

11,3%

2019-Scissione Renzi/Italia Viva-P.S.I

 

2013-2018
XVII°

566

347

35,5%

2014-Rottura Belusconi-Alfano FI/NCD

 

2008-2013
XVI°

261

180

18,9%

2010-Rottura Berlusconi-Fini Popolo delle Libertà/Futuro e Libertà

           
 

(*) valori rilevati a metà legislatura 4/10/2020

   
 

(1) il singolo parlamentare può effettuare più di un cambio

 
 

Fonte: Articoli del Sole 24Ore, OpenPolis, YouTrend

 

 

La attuale disciplina interna dei gruppi alla Camera e al Senato XVIII Legistatura (2018-2023)

I parlamentari hanno il diritto di cambiare gruppo qualora non si sentano più rappresentati da quello in cui risultano iscritti. 

Il regolamento della Camera prevede che ciascun deputato debba appartenere ad un gruppo: entro due giorni dalla prima seduta, in particolare, tutti i deputati devono comunicare a quale gruppo aderiranno. Nel caso in cui non venga espressa alcuna preferenza, il deputato confluisce automaticamente nel gruppo misto. Nel corso della legislatura è possibile creare nuovi gruppi a patto che siano composti da almeno 20 deputati. L’ufficio di presidenza può concedere una deroga, nel caso in cui si voglia costituire un gruppo con meno di venti membri ma riconducibile a un soggetto che si è effettivamente presentato alle elezioni.

Al Senato, invece, i senatori hanno tre giorni di tempo per comunicare all’ufficio di presidenza a quale gruppo intendono aderire.  Anche in questo caso i senatori che non esprimono alcuna preferenza confluiscono nel gruppo misto, e per costituire un gruppo servono almeno 10 senatori. Il nuovo regolamento del Senato (modificato nel 2017) prevede però, a differenza della Camera, che non si possano creare nuovi gruppi in corso di legislatura, a meno che non facciano riferimento ad una lista presente alle elezioni.

Nota: per aggirare l'ostacolo del regolamento del Senato il gruppo Italia Viva è dovuto confluire nell'esistente gruppo PSI /Nencini, infatti si chiama: Italia Viva-P.S.I.

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CAMBIO CASACCA

CAMBI DI CASACCA E FIBRILLAZIONI POLITICHE
di Roberto Benvenuti 18/12/2020

In questo periodo alle grandi preoccupazioni per l'andamento del contagio si uniscono le preoccupazioni politiche per la stabilità del governo, giornalmente alle prese con le difficoltà di tenere insieme le forze parlamentari della propria maggioranza. 

Per capire meglio questa situazione dobbbiamo ricordare com'è adesso configurato il Parlamento (a due anni e mezzo dalle elezioni del 2018) e qual è la composizione dei Gruppi parlamentari. Infatti, il fenomeno conosciuto come "cambio di casacca" ha già modificato in modo sostanziale la fisionomia del Parlamento.
Questo fenomeno, pur essendo compatibile con il nostro dettato costituzionale, negli ultimi tempi ha raggiunto dimensioni rilevanti che impattano sulla stessa formazione delle maggioranze e quindi anche sulla stabilità dei governi.
Basti pensare che dall’inizio di questa legislatura, fra Camera e Senato, ben 110 parlamentari su 975 (pari a 11,3 %) hanno cambiato gruppo parlamentare. Vediamo i dettagli aggiornati al 4 ottobre 2020 usando come fonte l’articolo di Elisa Gambarini del 5/10/2020, apparso sul sito YouTrend e ripreso da diversi quotidiani nazionali.

Camera CambioCasacca Icambio di casacca più rilevante riguarda il Partito Democratico interessato al 31/12/2019 dalla scissione di Italia Viva, che ha visto ben 25 Deputati del PD cambiare Partito/Gruppo (il 22,5% dei 111 eletti).