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NO AL CAMBIO CASACCA-PROPOSTA PD

Scritto da Roberto Benvenuti. in Notizie

Finalmente si concretizza l'impegno del PD contro la "Democrazia malata di trasformismo", con una iniziativa per la riforma dei regolamenti parlamentari. Al centro stanno i diritti dell'elettore di vedere onorato l'impegno preso a suo tempo dall'eletto (Deputato o Senatore) per i 5 anni del mandato parlamentare.
Si porta così a compimento l'impegno che Enrico Letta aveva preso circa 100 giorni fa dal palco della Assemblea Nazionale.
                                                                      Seguono alcuni Commenti su vari giornali  

Slide ANSA- ROMA, 28 GIUGNO 2021

Riforme: Pd lancia norma anti cambio casacca in Parlamento. Chi lascia proprio gruppo non va in Misto, diventa “non iscritto”

Un senatore o un deputato una volta eletto dovrà iscriversi automaticamente al gruppo parlamentare del Partito con cui si è candidato e, se nel corso della legislatura lascia il proprio gruppo non entrerà nel Gruppo Misto, ma diverrà un non iscritto, quindi con meno prerogative, a partire dalle dotazioni economiche e di uffici che Senato e Camera assicurano a ogni gruppo. E' il cuore della proposta di riforma dei Regolamenti Parlamentari del Pd, presentata in una conferenza stampa dal segretario Enrico Letta, dalle capogruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani.
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Slide Il Fatto Quotidiano28 giugno 2021

Cambi di casacca, ad oggi sono 259 i parlamentari trasformisti. La proposta del Pd.
Enrico Letta ha presentato la proposta di riforma dei Regolamenti parlamentari promossa dai dem: se un senatore o deputato lascia il proprio gruppo non va nel "paradiso" del gruppo misto ma diventa "non iscritto", senza uffici e senza dotazioni economiche garantiti ai gruppi. Servirà che almeno un quinto dei deputati abbandoni il partito di provenienza per formare un nuovo gruppo

I cambi di casacca in Parlamento sono la dimostrazione che “viviamo in una democrazia malata”. Con queste parole Enrico Letta ha presentato la proposta di riforma dei Regolamenti parlamentari promossa dal Pd. Secondo i calcoli di Openpolis, aggiornati al 31 maggio scorso – cioè dopo la nascita di Coraggio Italia – i parlamentari che hanno abbandonato il proprio gruppo in questa legislatura sono 259, con buone possibilità di raggiungere il record dei 569 della scorsa legislatura. La “malattia” di cui ha parlato Letta nella conferenza stampa di presentazione sta nel progressivo distacco tra i risultati delle elezioni e quello che poi accade in Parlamento, dove sorgono sempre nuovi gruppi non nati dalle urne. “Trasformismo” e “transfughismo” ha definito questo fenomeno il segretario del Pd, che con questa proposta di riforma dei Regolamenti mette in atto quanto affermato il 14 marzo all’Assemblea nazionale dei dem nel discorso di insediamento come segretario, quando attaccò proprio il “trasformismo”.

La proposta, presentata da Letta prevede che se un senatore o deputato lascia il proprio gruppo non va nel “paradiso” del gruppo misto né può formarne uno nuovo con altri colleghi, ma diventa “non iscritto“, senza uffici e senza dotazioni economiche garantiti ai gruppi. Se tuttavia c’è una scissione politica da un partito, si potrà formare un nuovo gruppo, ma esso dovrà coinvolgere un quinto dei deputati del partito, e in più il gruppo dovrà avere alle spalle un vero partito, quindi con sede e statuto.

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Slide POLIS 28 Giugno 2021

La proposta del Pd per frenare i cambi di casacca in Parlamento
Un parlamentare non potrà cambiare gruppo se non per scissioni. E molte altre restrizioni rispetto alla pratica attuale

La tanto agognata questione dei "cambi di casacca", sollevata soprattutto dal Movimento 5 Stelle nel momento in cui sono entrati in Parlamento nel 2013, si è trasformata in una proposta parlamentare del PD. I deputati devono aderire al gruppo corrispondente al partito o movimento politico sotto il cui simbolo sono stati eletti. Durante la legislatura, i deputati non possono aderire ad un altro gruppo o al gruppo misto. 
Se lasciano il proprio gruppo, diventano 'deputati non iscritti'.
Unica eccezione è nei casi di scissioni. Questi in sintesi i punti della proposta Pd anti-trasformismo parlamentare presentata ieri da Andrea Giorgis, Emanuele Fiano, Dario Parrini con le capogruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani e il segretario dem.

"Va dato un colpo al trasformismo parlamentare, così si rafforza democrazia. Va bloccata la logica del trasformismo che umilia la nostra vita democratica", ha detto Letta parlando di una "democrazia malata" in cui in 10 anni si sono susseguiti 7 governi e che "in questa legislatura" vede "il più grande numero di cambi di casacca". Ormai, osserva Parrini, "il gruppo Misto è più numeroso del nostro...".

Per concretizzare un cambio di linea sul trasformismo "c'è una grande occasione che è la riforma dei regolamenti parlamentari", sottolinea Letta. Lì infatti si inserisce la proposta Dem sui cambi di casacca, all'interno dell'iniziativa sui regolamento firmata da Giorgis, Serracchiani, Fiano, Ceccanti. "Noi proponiamo alcune importanti novità -ha spiegato Letta- che servono a scongiurare la chiusura del Parlamento nei confronti dei cittadini. Il cuore di questa proposta, mantenendo in vita la previsione dell'art.67 della Costituzione, è che noi vogliamo far cessar questa pratica che ha reso questo nostro Parlamento" un'istituzione "a cui cittadini guardano con occhi sfiduciati, non sanno più nemmeno a quale gruppo appartiene un parlamentare...".

Di qui le misure proposte dal Pd all'interno della riforma dei regolamenti parlamentari. In sostanza si vieta di cambiare gruppo durante la legislatura. C'è solo una deroga: le scissioni. Ma, si specifica, "possono nascere nuovi gruppi solo se composti da deputati provenienti da un unico gruppo parlamentare (in un numero minimo), che rappresentano una forza organizzata nel Paese".

E se un deputato lascia il gruppo con cui è stato eletto in Parlamento non può iscriversi a un altro, diventa 'deputato non iscritto ad alcuni gruppo'. "Per quanto riguarda il parlamentare che abbandona il gruppo di appartenenza non è possibile, secondo la nostra proposta, che si iscriva ad altro gruppo", spiega Giorgis auspicando una "larga condivisione" rilanciata anche da Serracchiani: "Credo che sia stato uno sforzo collettivo prezioso. Speriamo ci sia un'ampia condivisione dei gruppi parlamentari. Questo è il nostro contributo per far partire un efficace confronto con gli altri gruppi parlamentari".
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Slide Commenti dei presentatori

Malpezzi: "Ci diranno che c'è altro a cui pensare, ma per fare in modo che i cittadini abbiano maggiore forza e che le misure possano avere una ricaduta più immediata sulla vita delle persone, serve proprio la riforma dei regolamenti".

Fiano ricorda come la lotta al transfughismo sia stato uno dei punti dell'intervento di Letta quando è stato eletto segretario: "Nel suo discorso con il quale ha chiesto il voto dell'assemblea del partito, ha messo la battaglia contro il transfughismo al centro della propria azione. Oggi portiamo a compimento l'indirizzo che Enrico Letta aveva dato circa 100 giorni fa".
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